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sognando una soffitta a Montmartre
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Europa Park
24/26.07.2009


I miei viaggi (di almeno due giorni):

Mirabilandia

06/07.06.2009

Capodanno sul Lago di Garda
31.12.2008/01.01.2009


Carpineti (RE)

05.12/08.12.2008

Halloween German Tour
30.10.2008/03.11.2008

Gardaland e Parco Sigurtà
20/21.09.2008

Oltremare e Mirabilandia
21/22.06.2008


Carpineti (RE) - Wedding Meeting
06/08.06.2008

Carpineti (RE)
15/17.02.2008


Lago di Garda
10/11.11.2007

Parigi

14/16.09.2007

Mirabilandia
01/02.09.2007

Carpineti (RE)
13/16.08.2007

Monaco di Baviera
27/29.07.2007

Vienna
15/17.06.2007

Movieland e Lago di Garda

26/27.05.2007


Toscana
28.04/01.05.2007

Carpineti (RE)
16/18.03.2007

Carpineti (RE)
Capodanno Parksmaniaco 2007

Strasburgo
01/03.12.2006

Milano e Lago di Garda
10/11.11.2006

Parigi e Disneyland
30.10/01.11.2006

Carpineti (RE)
06/08.10.2006

Carpineti (RE)
Ferragosto Parksmaniaco 2006

Roma
27/30.07.2006

Mirabilandia
17/18.06.2006

Movieland
13/14.05.2006

Toscana
21/25.04.2006

Milano e Sirmione
14/15.03.2006

Carpineti (RE)
Capodanno Parksmaniaco 2006

Europa Park e Disneyland Paris
14/19.08.2005

Mirabilandia
14/15.05.2005

Movie Studios e Lago di Garda
Halloween 2004

Tour de France
agosto 2004

Praga
aprile 2004

Strasburgo e Parigi
agosto 2003

Salisburgo
03/06.01.2003

Parigi
Capodanno 2002

Parigi
13/26.08.2001

Roma
agosto 2000

Vienna
06/09.09.1999


Le mie minifughe giornaliere:

Movieland e Rock Star Café
18.04.2009

Leolandia-Minitalia
14.03.2008

Altopiano del Montasio
26.08.2008

Venezia
11.08.2008

Bibione
02.08.2008

Bibione
26.07.2008

Leolandia-Minitalia
19.07.2008

Bibione
02.05.2008

Bibione
20.04.2008

Venezia
29.01.2008

Venezia
26.01.2008

Lubiana
Mercatini di Natale

Museo Nicolis e Rock Star Café
02.12.2007

Sauris e Auronzo
15.07.2007

Plava Laguna (Croazia)
08.07.2007

Sauris e Laggio di Cadore
30.06.2007

Mirabilandia
Pasquetta 2007

Venezia
10.03.2007

Castello di Predjama (SLO)
24.02.2007

Venezia
23.09.2006

Grotte di San Canziano (SLO)
11.06.2006

Rovigno e Isola d'Istria (Croazia)
09.04.2006

Lubiana
19.02.2006

Venezia
05.02.2006

Cadore
11.09.2005

Pirano (Slovenia)
05.06.2005





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Peperepepepee
13 novembre 2008
Suonino le trombe, sono tornata... devo confessare che è stato l'intervento provvidenziale di Gaia dalla Bulgaria (vedi commenti al post sotto) a farmi riscrivere... e cavoli, se i miei fans mi vogliono, i miei fans mi avranno :-)

Dell'ultimo periodo, a parte le crisi depressive, l'autunno ormai quasi inverno, il lavoro, la gatta che mi ha pisciato sul letto per due volte in due settimane (e se lo rifà una terza volta dovrà cercarsi un altro paio di padroni, giuro)... l'evento dell'ultimo periodo è stato sicuramente l'Halloween Tour in Germania per parchi di divertimento!

Vacanzina storica per alcune ragioni:
* il gruppo: sempre più affiatato, sempre più unito, sempre più divertente. Al punto che vorresti vederli ogni weekend, e non solo quelle 5-6 volte all'anno (maledetta posizione geografica di TS, sempre in culo al mondo)
* la durata della vacanza: era dall'agosto del 2005 che io e Ale non facevamo una vacanzina così lunga (e parliamo di 5 giorni, eh, mica di settimane!)
* gli spaetzli, sprutzli, spitzli, spatzli e quant'altro, piatto tipico svizzero-tedesco che ci siamo sbafati per due giorni di fila a Europa Park e che ancora sognamo di notte
* SILVER STAR: ossia il rollercoaster senza inversioni più alto d'Europa, che la sottoscritta ha fatto per ben 4 volte (di cui due in notturna) con sensazioni INDESCRIVIBILI. Per chi volesse capire di cosa parlo, questo è un video esplicativo ;-)



Insomma, vacanza fantastica. Prometto a breve di inserire nel blog il diario di viaggio (e magari anche quello di Parigi dell'anno scorso!!!!).

Per il resto si procede... prossimi appuntamenti vacanzieri: ponte dell'8 dicembre a Carpineti a casa degli sposini, e capodanno in residence sul Lago di Garda con gli altri sklerati del gruppo!!!


à la prochaine :-)



permalink | inviato da ParisMonAmour il 13/11/2008 alle 12:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Perdonoooo...
4 agosto 2008
Sta passando davvero troppo tempo tra un post e l'altro. Forse dovrei prendere seriamente in considerazione l'idea di abbandonarlo a se stesso, sto benedetto blog, visto che non sono in grado di curarlo come si deve. Esattamente come succede con la pianta di fragole, che dopo aver fragolato solo tre volte (nel senso di tre fragole di numero, buonissime ma decisamente troppo poche), adesso non so se ha deciso di tirare le cuoia, darsi una sfoltita per il caldo esattamente come ho fatto io dalla parrucchiera l'altro giorno, o che so. Boh.

In ogni caso uccidere il blog mi dispiacerebbe parecchio, in fondo in fondo ci sono affezionata anche se non lo tratto come dovrei. Quindi per un po' mi troverete ancora qui :-)

Che vi racconto?
Beh, innanzitutto mancano 5 giorni alle agognate tre-settimane-tre di ferie!!! Ormai sto contando i minuti. Nel frattempo ho deciso che era arrivato il momento (ai primi di agosto!!!) di metter su un po' di abbronzatura, così ho preso su Ale, lo zaino, la borsa frigo, 4-5 libri e Vanity Fair, e per due sabati di fila siamo filati a Bibione da Sere e Enrico. Ve l'avevo detto, che ero diventata Bibione-addicted.

Lo scorso sabato è andato bene dal punto di vista del divertimento ma male da quello dell'abbronzatura: pur avendo sofferto rimanendo stoica al sole durante le ore più calde, praticamente senza protezione, contravvenendo così a tutti i consigli che i vari TG5 e Studio Aperto ci propinano regolarmente ad inizio estate, a fine giornata non avevo neanche un'ombra di segno del costume. Mentre Ale, che ha dormito sotto l'ombrellone tutto il giorno, era rosso :-(

L'altroieri invece mi sono finalmente abbronzata, ma ovviamente ho pensato bene di santificare la giornata quasi uccidendomi sullo scivolo del pedalò. Ebbene sì, voglio mettervi in guardia sulla pericolosità di quei marchingegni infernali: ci si può fare realmente male, dovrebbero dirlo quando te lo noleggiano a 10 euri all'ora!!!

Ovviamente sono stata io a rompere le palle a tutti per prendere il pedalò, per prendere quello con lo scivolo e per prendere quello con lo scivolo CHE FA LA CURVA... una volta arrivati al largo, con un moto ondoso fuori dal comune, ci tuffiamo tutti e 4 dal pedalò, salvo poi scoprire che, a quell'altezza e con quelle onde, era IMPOSSIBILE risalire sul pedalò utilizzando la pseudoscaletta ad un solo gradino di cui il pedalò è fornito. Abbiamo dovuto risalire "di pancia" sul retro del pedalò stesso, come i delfini spiaggiati degli spettacoli con i delfini, tanto per capire (io sembravo più un'otaria o un leone marino, a dire il vero...) Solo che il fondo del pedalò è ruvidissimo e la mia pancia non ha la stessa resistenza di quella dei delfini...

Era già sufficientemente faticoso e doloroso risalire ogni volta in sta maniera. Ma io sono riuscita a fare di meglio: ho deragliato scendendo dallo scivolo!!! Non saprei spiegarvelo in altre maniere, in pratica lo scivolo si era mezzo asciugato con il sole, il mio culo è scivolato da una parte sola e io - genio! - invece di mollare la presa dal passamano, ho pensato bene di cercare di rimanere appesa, col risultato che il mio corpo ha fatto perno sul lato destro (che era quello con cui mi tenevo al passamano) e sono franata FUORI dallo scivolo, sbattendo su uno dei seggiolini e finendo in acqua.

Ragazzi, che paura. Il mio prode Mitch Buchanon mi ha ripescato in due nanosecondi, però ora c'ho due lividoni... uno sulla coscia destra, che poi non è neanche blu ma è tutto gonfio e duro, e l'altro SULLE COSTOLE... o meglio, diciamocelo in franchezza, sulla parte destra del mio davanzale ;-) Posto molto delicato, infatti mi sono spaventata, ma il livido è uscito e pian piano sta passando.

Ovviamente siamo tornati subito a riva, dove NON C 'ERA UN BAR per chiedere del ghiaccio. Così ho preso una lattina di Coca ghiacciata dal distributore e me la sono infilata direttamente sotto la parte di sopra del costume! Spero che non c'erano nei paraggi macchine fotografiche :-)

A parte questo piccolissimo incidente, è stata una bella giornata!!!
Ora attendiamo con ansia le ferie e poi conto di aumentare l'abbronzatura... ma i pedalò con lo scivolo non mi vedono più, garantito!!!!

à la prochaine :-)



permalink | inviato da ParisMonAmour il 4/8/2008 alle 12:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Beati i ponti...
5 maggio 2008
... soprattutto se sfruttati alla grandissima, come abbiamo fatto noi.
Del 25 aprile ormai ho solo un vago ricordo, mi sembra di essermi riposata e di aver anche fatto qualche buona mangiata (una su tutte: la megalubianska da Gianni a Gorizia, che ci ha sfamato per due giorni di fila grazie ai fogli di alluminio e alle borse di plastica per asporto comprese nel prezzo!).
Il ponte del primo maggio, dopo tre giorni lavorativi che di lavorativo avevano ben poco, vista la pausa che ci aspettava, ce lo siamo proprio stragoduto. Abbiamo alternato momenti di totale relax (che libidine smanettare con il portatile in terrazza al caldo, con la micia che si rotolava al sole beata e miagolante e la brezza tra i capelli...) a giornate da pisciarsi addosso dal ridere, una su tutte, ovviamente, l'immancabile puntatina a Bibione dove Sere e Enrico hanno giustamente pensato di stazionare per tutto il ponte.
Siamo arrivati venerdì mattina per le undici (niente bulloni nella ruota, stavolta), abbiamo raccattato le bici e via pedalando lungo la spiaggia... erano anni che non salivo su una mountainbike, e ovviamente il mio culo, dopo tre giorni, ancora mi maledice. Abbiamo bivaccato al sole sulle sdraio per un'oretta (faceva un caldo malefico), poi abbiamo ripreso le bici, siamo andati in centro e ci siamo sbafati un galletto allo spiedo molto poco estivo in un pub molto carino, il Beer Code, davanti a quattro coche (per me, Ale e Sere) e due birre rosse (per Henry).
Di nuovo in bici (il culo ormai era privo di sensibilità), pochi metri e partitona a minigolf dopo la batosta di due settimane fa... sono riuscita, con un colpo di culo finale, a vincere su Enrico di un solo punto! A quel punto, smaltito il galletto, potevamo risalire tranquillamente in bici ("evviva!" rispose il mio fondoschiena) per andare fino a Bibione Pineta.... a mangiare ancora, ovviamente, stavolta un gelatone mega a pochi euri. Mi sembra ovvio che il dispendio calorico del giro in bici sia stato ampiamente compensato e superato dalle schifezze ingerite...
Ritornati a casa (e abbandonata definitivamente la bici, visto che non riuscivo più nemmeno a coordinare i movimenti delle gambe) e riposati per cinque minutini, abbiamo deciso poi di ributtarci in centro (pienissimo di gente) e Ale ovviamente è riuscito a comprarsi due paia di scarpe in 5 minuti (io giro giorni per trovare un paio di scarpe che mi piacciano e mi vadano bene, lui risolve sempre tutto in due minuti...).
Siamo tornati a casa, ci siamo fatti un paio di patate al cartoccio al microonde* e poi, a malincuore, io e Ale siamo tornati a Trieste.

Ormai siamo Bibione-addicted, ce ne dobbiamo fare una ragione.

à la prochaine :-)

* Ricettina velocissima e goduriosa: prendere due patate a persona, grattare via le eventuali escrescenze, lavarle benissimo e bucherellarle su tutta la superficie con una forchetta. Condirle (intere) con olio d'oliva e sale, avvolgerle una ad una in un foglio di carta assorbente e posizionarle su un piatto per il microonde. Cuocerle in microonde alla massima potenza per 4 minuti, girarle sottosopra e cuocerle per altri 4 minuti. Tirarle fuori, spacchettarle, ricondirle (se necessario) con olio e sale (aggiungendo la maionese diventano divine) e servirle facendo attenzione a non ustionarsi... veloci, economiche, sazianti e OTTIME!!!



permalink | inviato da ParisMonAmour il 5/5/2008 alle 15:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
diari di viaggio
Munchen uber alles (o come diavolo si scrive!)
2 agosto 2007
Mi ritorna la voglia di scrivere sul blog, probabilmente perchè domani è l'ultimo giorno in ufficio e mi sento mooooooolto più serena e tranquilla :-)

Breve comunicazione di servizio: il blog rimarrà chiuso per due settimane per le mie meritate ferie, anche se probabilmente non si noterà alcuna differenza visto che il tempo medio di pubblicazione dei miei post va ben oltre i quindici giorni :-)

Insomma, questo weekend siamo stati a
Monaco di Baviera! Abbiamo deciso all'ultimo momento di festeggiare in questo modo il nostro XI - aaaargh! - anniversario, e dopo tante vacanzine "replica", abbiamo finalmente visitato una città che non conoscevamo.

Venerdì 27.07.2007
Partiamo da Trieste alle 5 ma dobbiamo subito deviare verso l'ufficio (anche oggi!) visto che non trovo più la stampa della prenotazione dell'hotel (ovviamente è rimasta sulla scrivania!). Dopo un viaggio tranquillo e facilitato dal
navigatore che ci ha prestato il papà di Ale (stavolta forse non ci perdiamo :-)), decidiamo di non andare subito a Monaco ma di fare una leggera deviazione per il campo di concentramento di Dachau, che si trova a una trentina di km dalla città. Posteggiamo nel parcheggio del campo (3€) e ci avviamo a piedi verso l'ingresso del campo, che è gratuito. Si possono prendere delle audioguide o comprare dei libri: io opto per quest'ultima soluzione, visto che due guide del campo in italiano, molto approfondite, mi costano solo 4€ in tutto (scoprirò nei giorni seguenti che questa è una piacevole caratteristica di tutti i negozi annessi a musei, castelli e attrazioni turistiche). Entriamo nel campo, e devo dire che, benchè molto sia stato ricostruito, tutto è molto toccante. Dopo aver superato il cancello con la tristemente famosa scritta "Arbeit Macht Frei" entriamo nell'edificio principale, dove una serie di pannelli ripercorre l'ascesa del nazifascismo e la storia del campo. Alcune immagini, soprattutto quelle relative al periodo del "terrore" nel campo (Dachau fu il primo campo di concentramento e l'unico a rimanere attivo per tutta la durata del regime nazista), sono davvero molto toccanti. Ripercorriamo le stanze testimoni dell'arrivo dei vari convogli di prigionieri: l'arrivo e la registrazione, la privazione di ogni bene, la "disinfezione" e il taglio dei capelli. In mezzo ad una stanza, un banco in legno sul quale i prigionieri venivano frustati. Alla fine del percorso, una scaletta sulla destra ci porta nel cortile posteriore: siamo soli, i pochi turisti sono rimasti all'interno della baracca, e possiamo quasi sentire i colpi di fucile delle esecuzioni che qui avevano luogo... terribile, fortunatamente il tempo ci dà una mano e il sole allevia un po' l'atmosfera cupa.
Usciti dall'edificio principale, ci dirigiamo alla baracca dei prigionieri: si tratta in realtà di un edificio ricostruito, perchè le baracche, in condizioni fatiscenti, sono state demolite dopo la guerra. All'interno cui sono i dormitori, i bagni, gli armadietti dei prigionieri.
Alcune fondamenta in cemento ricordano la posizione delle altre baracche, lungo il viale centrale che era il luogo di ritrovo dei prigionieri lungo i brevissimi momenti liberi alla fine della giornata, oltre l'enorme piazzale dell'appello dove i prigionieri potevano aspettare ore che venisse chiamato il loro nome, la mattina e la sera, spesso al freddo. Alla fine del viale, tre chiese, costruite tra gli anni '60 e '70, celebrano i diversi culti in un omaggio postumo ai prigionieri del campo.
Tutto attorno il terribile recinto in filo spinato con le torrette di guardia, oltre il quale si trova la parte più macabra e toccante del campo: il forno crematorio e la "
stanza delle docce". Benchè in realtà questa stanza non sia mai stata utilizzata, ritrovarsi all'interno di questo locale buio e claustrofobico mette davvero i brividi e fa riflettere a lungo sull'assurdità di quanto successo durante il regime nazista. Subito dopo le docce, i forni crematori. Questi, invece, sono stati utilizzati abbondantemente.
Ritorniamo mesti ai parcheggi, e ovviamente di che nazionalità sono gli unici visitatori che ridono e schiamazzano in mezzo al piazzale dell'appello??? Sono persone così che rovinano la reputazione di noi italiani all'estero.
Ci rimettiamo in macchina e, dopo una deviazione alla graziosa cittadina di Dachau (che vanta una storia di 1100 anni ma che è tristemente nota solo per il campo...) stavolta, grazie al navigatore, troviamo l'hotel in un battibaleno. Si tratta del
Novotel Munchen City, un quattro stelle prenotato su internet in offerta (camera doppia con colazione 97 euro a notte - solo la colazione, a testa, sarebbero stati 17 euro al giorno). Lo staff, come letto in precedenza in varie recensioni su internet, è davvero molto cordiale, e ci assegna subito la camera, davvero molto bella, pulita e spaziosa. Il bagno è separato dal wc, e ci sono sia la doccia che la vasca (con un curioso miscelatore!). Completano la dotazione della stanza Tv sat, minibar con prima consumazione compresa nel prezzo, cassaforte. L'hotel ha anche una piscina coperta e un centro benessere, che però in tre giorni non riusciremo a provare!
Sistemiamo le valigie e partiamo subito alla scoperta di Monaco. L'hotel si trova dietro il
Deutsches Museum, lungo il fiume Isar, a una decina di minuti a piedi da Marienplatz, quindi per tre giorni non prenderemo nessun mezzo pubblico. La zona (come del resto tutta Monaco!) è molto sicura. Attraversiamo il ponte sul fiume Isar, fotografiamo il bellissimo edificio delle piscine comunali e, oltrepassando la Isartor, siamo in centro. Lungo il tragitto ci accorgiamo immediatamente di due cose:
a) Monaco è invasa dalle biciclette, che percorrono le piste ciclabili a velocità allucinante e non esitano a scampanellare se, inavvertitamente, i pedoni sorpassano la linea (spesso immaginaria!) tra il marciapiede e la pista ciclabile. C'è realmente da avere paura :-)
b) Le strade di Monaco sono un susseguirsi di locali dove
mangiare di tutto, a tutte le ore: fast food, birrerie, ristoranti, sushibar, locali etnici... decisamente non si muore di fame!

Attraverso il Tal, pieno di negozi, arriviamo in
Marienplatz, costeggiando l'Altes Rathaus e scoprendo subito che parte degli edifici della piazza è coperto da impalcature (giusto per non smentirci neanche stavolta!). Sul Neues Rathaus, però,  è stato ovviamente lasciato uno spiraglio per permettere ai turisti di ammirare il carillon che, d'estate, si mette in funzione tre volte al giorno (11, 16 e 17). Siccome mancano pochi minuti alle 16, decidiamo di attendere per assistere alla rievocazione della celebre danza dei bottai contro la peste e del matrimonio reale. Puntuale, il carillon parte... ma in totale silenzio! Devo dire che ci è piaciuto molto di più il carillon di Praga, benchè durasse meno. Un po' perplessi, cominciamo a girare per l'Altstadt (il centro) seguendo l'itinerario a piedi proposto dalla Lonely Planet (a cui stavolta mi sono dovuta adeguare mancando una Rough Guide solo su Monaco e la Baviera... e infatti ho dovuto comprare in loco una guida della città viste le scarse descrizioni della Lonely!!!). Ci colpisce subito il carattere estremamente casinista di Monaco: c'è moltissima gente per la strada, il che, se da un lato conferisce a questa città una notevole vitalità, dall'altra parte (sarà che stiamo invecchiando :-)) risulta a volte un po' fastidioso!
Passiamo davanti alla storica birreria
Hofbrauhaus, dove decidiamo di ritornare poi per cena, e ci spostiamo verso Max-Joseph-Platz, per ammirare uno degli ingressi della Residenz (che non visiteremo all'interno per mancanza di tempo) e il bellissimo NationalTheater, in stile greco. Tutto o quasi, dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è stato ricostruito, ma riproponendo fedelmente gli originali.
A questo punto la stanchezza comincia a farsi sentire (bene o male siamo svegli dalle 4!!!), così decidiamo di fare la prima pausa gastronomica: scegliamo finalmente di provare
Starbucks, che a Vienna ci era sfuggito (non sarà molto tipico, ma almeno una pausa globalizzata in ogni vacanza va fatta!!!). Ovviamente, da italiani, non ci sogniamo minimamente di assaggiare il caffè e optiamo invece per due frappuccini al cioccolato con la panna montata, accompagnati da un ottimo brownie alle noci americane e da un muffin ai due cioccolati. La pausa sulle comode poltroncine del locale ci rigenera, così siamo pronti per continuare il giro!
Oltrepassando strade, corti nascoste ed una quantità preoccupante di biergarten (ma quanto mangiano e bevono questi monacensi???), arriviamo dinanzi alla
Frauenkirche, simbolo di Monaco, le cui torri sono visibili da tutta la città e sono preservate da una legge comunale che vieta la costruzione di edifici che potrebbero oscurarne la visuale. Purtroppo, essendo passate le 17, la chiesa è chiusa, ma apprezziamo comunque la piazzetta davanti, con una curiosa fontana in cui i monacensi e i turistici si bagnano i piedi (benchè, rispetto all'Italia, non faccia assolutamente caldo!). Entriamo in un paio di negozi e grandi magazzini (che chiudono invece alle 20) e passiamo velocemente per il pittoresco Viktualienmarkt, che sta invece chiudendo e che ci ripromettiamo di visitare con calma il giorno dopo. E' ormai ora di cena (almeno per gli standard tedeschi, visto che sono appena le 19!) così torniamo all'HB per una tappa folklorica-turistica d'obbligo. Per lo stesso motivo, ordiniamo una scelta mista di salsicce con crauti e purè di patate e due birre piccole... ossia da mezzo litro, che per due quasi astemi come noi sono un po' impegnative (e infatti non riusciamo a finirle!). La qualità del cibo è media, ma l'atmosfera pittoresca che ci circonda vale assolutamente il prezzo della cena (22 euro in due). Dopo qualche "Ein prosit!" e qualche foto rubata ai clienti abituali (davvero pittoreschi con i loro abiti tipici e i baffoni!), usciamo e riprendiamo la via dell'albergo. Lungo la strada, presi dalla sete e da un'improvvisa voglia di dolce, ci fermiamo da McDonald's (seconda pausa globalizzata!) a prendere una Coca e un Sundae al cioccolato di dimensioni almeno doppie rispetto al suo omologo nei McDonald's italiani (e lì cominciamo a capire gli standard tedeschi per quanto riguarda la dimensione delle portate!).

Sabato 28 luglio
Dopo una dormita colossale a cui ultimamente non siamo più abituati, scendiamo a fare
colazione. E qui capiamo di colpo perchè la colazione costa 17 euro. Ci si para davanti la scelta più vasta mai vista nei numerosi hotel che abbiamo visitato: innanzitutto, al centro della sala, un cuoco cucina sul momento crepes (farcite a piacimento), cialde, frittata e uova all'occhio. Un numero imprecisato di camerieri gira per i tavoli a  offrire caffè, cappuccini etc, e il buffet straborda di ogni ben di Dio: dal dolce (panini, brioche, pain au chocolat, torta alle noci, torta marmorizzata, yogurt, frutta fresca, frutti di bosco, cereali, Nutella vera, succhi di frutta, spremuta da farsi sul momento, marmellate...) al salato (brezen, salsicce di ogni tipo, bacon, frittata, formaggi vari, polpette, insalate, patate al burro, salmone affumicato, gamberetti in salsa rosa...). Io mangio senza ritegno cose che a casa non vorrei nemmeno guardare, mentre Ale si limita al giro dolce.
Pieni come porcellini (e infatti non pranzeremo!) ci avviamo verso il vicinissimo
Deutsches Museum, l'immenso museo della Scienza e della Tecnica in cui abbiamo in previsione di passare l'intera giornata. Il biglietto costa 8,50€ e sono disponibili delle audioguide, ma io opto per la solita guida cartacea (di circa 200 pagine!) che anche qua costa solo 4€. Cominciamo dal primo piano, e cerchiamo di seguire l'itinerario proposto dalla guida. Dopo dieci minuti all'interno del museo, capiamo che sarà impossibile visitare tutto, così scegliamo a priori cosa approfondire e cosa tralasciare. Cominciamo con la sezione dedicata alle estrazioni petrolifere, per poi passare alla parte più interessante del museo, nel seminterrato: la ricostruzione perfetta di una miniera, con tanto di umidità, cunicoli, carrelli e ingranaggi ancora funzionanti (che vengono messi in moto nel corso di alcune dimostrazioni fissate durante in giorno). Davvero molto suggestivo. A seguire, continuiamo l'esplorazione del pianterreno: energia elettrica, navigazione (con un veliero che troneggia in mezzo alla sala e la ricostruzione dell'interno di una nave), energia idraulica, ingranaggi, macchine motrici, aeronautica (con decine di aerei!)... le ore passano, e la nostra stanchezza aumenta. A tutto ciò si aggiunge il fatto che le didascalie sono solo in tedesco, e perciò ci sfugge il senso di molte dimostrazioni interattive. Dopo aver visitato velocemente alcuni dei piani superiori, decidiamo, verso le 14, di abbandonare e di rinviare la visita del resto del museo ad un prossimo weekend a Monaco. Torniamo perciò un'oretta in hotel per un po' di riposo ed un'imprevista pennichella :-)
Dopo la siesta ci ributtiamo in centro, e andiamo subito al
Viktualienmarkt, il pittoresco mercato di frutta e verdura vicino Marienplatz. Ci colpisce subito l'elevato numero di stand che offrono frullati e centrifughe di frutta e verdura: assaggiamo quindi un buonissimo frullato kiwi-banana-arancia e continuiamo il giro verso la Residenz e Odeonplatz. Tocchiamo il muso ai leoni sul portale principale della Residenz (dicono che porti bene!) e entriamo nel bellissimo Hofgarten, il giardino reale. Ci spingiamo fino quasi ai limiti dell'Englischer Garten, che abbiamo in previsione di visitare domani. Ci fermiamo un attimo su una panchina, in totale silenzio e tranquillità, e da una siepe spuntano tre leprotti... che bello!
Torniamo indietro per vedere l'
Asamkirche, che riusciamo però solamente a sbirciare in fretta visto che stanno celebrando un matrimonio. A quel punto urge un'altra pausa Starbucks... altro frappuccino e altro brownie! Ormai ne siamo dipendenti (soprattutto per il brownie, visto che il frappuccino ha assolutamente troppi pezzi di ghiaccio e ci fa venire il mal di testa!).
Stasera per la cena optiamo per un'altra storica birreria: la
Augustiner. La sala più bella è quella a cui si accede entrando dalla porta a destra, ovviamente noi lo scopriamo dopo così entriamo a sinistra e ci sistemiamo su un tavolone di legno comunque molto suggestivo. Peccato che due secondi dopo un gruppone di tedeschi che festeggiano un addio al celibato in fondo alla sala cominci a cantare a squarciagola... Addio tranquillità!
Questa volta niente birra, ci beviamo uno dopo l'altro due bicchieroni di Pepsi a testa(sotto gli sguardi truci del cameriere...), accompagnati da uno stinco con crauti per Ale e da una schnitzel con patate fritte e insalatina (condita alla tedesca con cipolla e salsine varie) per me. Il conto finale è più salato della HB (40,10 euro).
Dopo cena passeggiamo fino a
Karlsplatz (chiamata dai monacensi Stachus) e torniamo all'hotel. Abbiamo una mezza intenzione di andare in piscina (aperta fino alle 23) ma la stanchezza prevale e anche stasera andiamo a nanne presto!

Domenica 29 luglio
Ultima giornata a Monaco, e, contrariamente alle previsioni, decidiamo di non tornare in centro (rimandiamo pertanto la visita dell'Englisher Garten e dell'interno della Residenz alla prossima volta!) ma di
sfruttare il navigatore per raggiungere in auto alcune attrazioni più periferiche. Affrontiamo così l'ultima pantagruelica colazione, facciamo check out, paghiamo il parcheggio coperto interno (17 euro al giorno) e impostiamo il navigatore sull'OlympiaPark, il villaggio olimpico della kermesse del 1972, quella del tragico attentato alla squadra israeliana. Il parcheggio del comprensorio è caretto (per circa una ventina di minuti paghiamo 3,50€), ma permette di raggiungere i cancelli in men che non si dica. Troviamo, nonostante l'ora (le dieci scarse di domenica mattina) e il tempo nuvoloso, comitive di giapponesi in visita guidata allo stadio; noi ci limitiamo ad un breve giro per ammirare la struttura ipermoderna che collega lo stadio olimpico alla piscina, risaliamo in macchina e reimpostiamo il navigatore, questa volta sul castello di Nymphenburg, nella periferia ovest della città. Quando arriviamo scopriamo che i parcheggi non si pagano, così come la visita del parco. Decidiamo, dopo un paio di foto all'esterno del castello (caratterizzate dalla presenza di decine di strani volatili pennuti simili alle anatre che svolazzano e scacazzano in ogni dove), di visitare anche le stanze all'interno; il biglietto costa 7 euro, l'immancabile guida in italiano 4€ (attenzione che ce ne sono due, una più sottile e l'altra, di colore verde, più grossa e molto completa; inspiegabilmente, la prima costa 6,50€ e la seconda 4€), e il negozio dedicato a Ludwig è davvero fornitissimo.
La visita dura pochissimo e, a parte il salone iniziale e la "
Galleria delle Bellezze", con i quadri delle belle donne secondo Ludwig I (una delle quali, Lola Montez, lo costrinse ad abdicare), non è un granchè. Come al solito, l'aver visitato Schonbrunn e Versailles ci fa restare sempre un po' insoddisfatti in queste occasioni.
Finita la visita al castello e ammirati i bei giardini sul retro, riprendiamo la macchina  e, questa volta definitivamente, decidiamo di lasciare la città. Decisi comunque a sfruttare per intero la giornata e indecisi sul da farsi, alla fine optiamo per un tour in macchina della regione dell'
Alta Baviera, a sud di Monaco e al confine con l'Austria. Anche in questo caso il navigatore ci è di grande aiuto; superiamo Bad Tolz (famosissima cittadina termale), Lenggries e, attraverso una strada privata a pagamento (3€) costeggiamo il bel lago di Walchensee, dove - miracolo! - non troviamo nessun turista ma solo moltissimi tedeschi che fanno il bagno nelle gelide acque del lago (benchè la temperatura esterna sia a malapena di 19 gradi!). Da lì decidiamo di raggiungere la cittadina di Mittenwald, sul confine con l'Austria, la cui descrizione sulla Lonely ci ispirava parecchio. Scelta azzeccatissima! Si tratta di un delizioso paesino dalle case decorate, tranquillo ma al tempo stesso pieno di vita, che sembra uscito da una favola. Le case sono una più bella dell'altra, il campanile è interamente decorato da un coloratissimo trompe-l'oeil e lungo le strade principali scorrono dei canali con acqua limpidissima. Ci sembra il posto giusto per pranzare (sono le tre passate e la colazione è già digerita :-)) così scoviamo un caratteristico biergarten e ci gustiamo salsicce, leberkase (una specie di polpettone), una deliziosa kartoffelnsalat e due eischocolade, di ottima qualità e ad un ottimo prezzo (30€ per due piatti unici, due coche, due eischocolade).
Dopo le ultime fotografie è giunto veramente il momento di tornare in Italia; stavolta passiamo per Innsbruck (e il costoso EuropaBrucke - 8 euro) e il Brennero, e alle 22 circa siamo a casa.

Considerazioni finali sulla città: simile in alcune parti a Vienna e alle altre città mitteleuropee, è spesso molto - troppo -
caotica, che però significa anche piena di vita. Ci sono centinaia di locali che fanno di tutto e che sono sempre, a tutte le ore, pieni di gente che beve, mangia e soprattutto SI DIVERTE: sembra proprio che i monacensi sappiamo godersi la vita.
L'unica preoccupazione, passeggiando per le vie di Monaco, è data dal circolare impazzito delle biciclette, a volte pericolose.
Nel complesso, comunque, si tratta di una bella città in cui certamente torneremo per approfondire o scoprire le molte, troppe cose che stavolta abbiamo dovuto tralasciare.

à la prochaine :-)
diari di viaggio
Di nuovo a casa :-(
18 giugno 2007
E' proprio vero: i weekend belli durano sempre troppo poco. Soprattutto se di tempo ne hai pochissimo, se il giorno prima di partire skleri in ufficio fino alle 9, e se appena cominci a rilassarti, ad ambientarti nella città e a godertela è già ora di tornare a casa... per questo non riesco mai a capire se queste minifughe siano positive o solamente controproducenti per il mio umore, che ovviamente oggi è nero.

Anche perchè alla stanchezza del viaggio e alla prospettiva di tornare oggi in ufficio con già una marea di roba in agenda, si è aggiunto il fatto che stanotte non ho dormito una mazza per le seguenti ragioni:

1. Luna ha deciso che alle 4.10 era l'ora delle coccole, così ha cominciato a grattare la porta della camera da letto, a miagolare come una pazza e, quando per disperazione le abbiamo aperto, sperando che si sarebbe sistemata ai piedi del letto a ronfare con noi, ha cominciato a strusciarsi ovunque in preda ad un impellente bisogno di grattini (oppure era fame???) e a volersi ficcare esattamente tra la mia schiena e quella di Ale (che vista la stanchezza dormivamo culo-a-culo, alla faccia del romanticismo!!!). Mentre Ale ovviamente è tornato a dormire come se nulla fosse, io ho cercato di ignorare i tentativi della micia di infilarsi sotto la trapuntina, di buttare giù il cellulare dal comodino e di giocare con le mie ciabatte. Dopo mezz'ora l'ho presa di peso e l'ho lanciata nuovamente fuori dalla camera, sperando che di non sentire di nuovo grat-grat e miao-miao...

2. A quel punto Ale ha cominciato a russare!!! Così, ridendo e scherzando, non ho dormito un cavolo!!! E stamattina mi sono svegliata davvero molto, ma molto, depressa :-(

Comunque questo il resoconto della minifuga viennese!

Venerdì 15 giugno
Siamo partiti alle 6.15 circa (volevamo partire alle 5 ma il giorno prima abbiamo lavorato 14 ore!!!) e alle 9.30 eravamo al confine tra Slovenia e Austria. Abbiamo fatto il giro per Lubiana perchè adesso che la Slovenia ha tutte le autostrade nuove, si risparmia circa un'ora e mezza rispetto al giro per Tarvisio. Ovviamente ci siamo persi a Maribor, negli unici due chilometri in cui bisogna uscire dall'autostrada, e abbiamo maledetto il fatto di non aver ancora comprato il navigatore!!!
Il cellulare di Ale ha cominciato a squillare puntuale alle otto, e puntuali sono cominciati i primi casini lavorativi da risolvere a distanza. Evviva.

Arrivati a Vienna, ci siamo persi anche lì e abbiamo girovagato una buona ventina di minuti prima di capitare quasi casualmente all'hotel, l'Ibis Wien Messe, in zona Prater, prenotato un mese fa sul sito della Accor a soli 49 euri a notte in promozione (senza colazione). Ottima camera per essere un Ibis, più grande del solito, con un bel finestrone apribile e la vista sui tetti di Vienna e la ruota del Prater.
Abbiamo mollato le valigie e abbiamo fatto subito gli abbonamenti della metro alla biglietteria automatica: metro U1 a pochi metri dall'hotel, comodissima, che in tre fermate ti porta a Stephansplatz. Ovviamente siamo scesi lì, per approcciare nuovamente Vienna dopo il nostro primissimo viaggio in assoluto del 1999, e dopo aver dato un'occhiata in giro il nostro stomaco ha cominciato a reclamare, così ci siamo buttati sul Rosenberger di Kartnerstrasse, una specie di Brek un po' caretto dove per la modica (???) cifra di 24 euri abbiamo preso, a self service, una wiener schnitzel mit pommes frites per me e un goulash per Ale, due coche grandi e due pezzi di pane!!!

Rifocillati a dovere, abbiamo cominciato il nostro tour della Innere Stadt (il distretto centrale di Vienna) con guida alla mano (rigorosamente Rough Guide), e, nell'ordine, abbiamo visto: Kartnerstrasse, Annagasse con Annakirche, Neuer Markt, Stephansdom, Hohermarkt, Jesuitenkirche, Ruprechtskirche, Altes Rathaus, Judenplatz... ogni angolo ci ricordava il nostro primo viaggio insieme, così giovani e pucciosi!!!!

Siccome erano ben tre ore che non mangiavamo, e si sa che quando siamo all'estero il nostro stomaco si dilata in maniera preoccupante per accogliere tutte le prelibatezze del luogo, alle 5 ci siamo fermati nella celeberrima (e stracolma!) gelateria italiana (!!!) Zanoni & Zanoni, dove mi sono sparata un eischocolade da delirio. Giretto per il Graben (compresi i due piani gastronomici di Julius Meinl!), puntatina a Michaelerplatz e poi... stanchezza assoluta, ci siamo trascinati fino all'Albertina e all'Opera e non abbiamo trovato davvero nulla di meglio da fare che buttarci sul tram n.2, che fa il giro antiorario del Ring, per vedere un po' di palazzi stando comodamente seduti. Il giro ovviamente è durato troppo poco per riposarci sul serio, così siamo scesi a Stubentor più fastidiosi di prima e ci siamo incamminati di nuovo verso il centro. L'idea era quella di mangiare la wienerschnitzel più grande di Vienna da Figlmuller, ma la fame (che strano! ^-^) non era moltissima così siamo finiti di nuovo da Rosenberger a dividerci una schnitzel con strane patate arroste e una pasta fredda (di nuovo 24 euri!!!! grrrrr).

Siamo tornati in hotel che era ancora chiaro, ma eravamo davvero trooooppo stanchi per la settimana precedente!

Sabato 16 giugno
Dopo aver dormito 9 ore abbondanti (!!!), ci siamo alzati, siamo andati a fare colazione (sia dolce che salata ^-^) e poi via a Schonbrunn. Sole forte e una fresca brezza... che bello! Non siamo saliti alla Gloriette e non abbiamo visitato l'interno del castello (già visti l'altra volta), e siamo andati invece a divertirci per diverse ore al meraviglioso zoo, il più antico del mondo, bello come sempre e forse ancora più curato e interattivo di 8 anni fa, con tutte le gallerie degli animali da esplorare. Dovevamo visitare anche le serre, avevamo anche fatto il biglietto cumulativo ma io, non so come, l'ho perso. Ancora non me ne capacito, e infatti se qualcuno sabato era a Vienna e ha assistito alla scena, lo prego di svelarmi il mistero del biglietto scomparso :-)
Mi è venuto un nervoso incredibile, non tanto per gli 8 euri buttati nel cesso, ma per il fatto che io non ho MAI perso nulla!!! Grrrr.

La stanchezza, dovuta soprattutto al gran caldo, cominciava intanto a farsi sentire... tentativo a vuoto di trovare la Donauturm sul Danubio (tentativo poco convinto, a dire il vero) e mossa strategica: pausa relax di quasi 2 ore in hotel, con doccia per me e mini-nanna per Ale. Siamo usciti alle 18 rigenerati! Siamo scesi dalla metro a Karlsplatz, abbiamo risalito Kartnerstrasse e siamo andati finalmente da Figlmuller:



Come potete vedere la schnitzel è davvero abnorme :-) Tra l'altro l'abbiamo accompagnata con patate lesse (quelle che vedete nella foto) e patate agrodolci aromatizzate alla zucca!
Dopo sto ben di Dio una passeggiatina digestiva era d'obbligo, e abbiamo scelto il romantico Stadtpark, al tramonto, pieno di gente che passeggiava e si rilassava sull'erba.
Giusto il tempo di digerire la schnitzel, e via con un altro gelato da Zanoni, buonissimo ma ENORME e quindi distruttivo! Passeggiatina nel bagno di folla del Graben e rientro in hotel (causa nuvoloni minacciosi all'orizzonte) alle 22.

Domenica 17 giugno
Ultimo giorno a Vienna! Colazione, check out e via al MuseumQuartier: è veramente una bellissima giornata, e le foto si sprecano!
Abbiamo deciso di visitare il tanto decantato Kunsthistorischesmuseum (Museo di Storia dell'Arte), ma lo troviamo sopravvalutato e un po' noioso, forse perchè dopo aver visto il Louvre tutto il resto è noia ^-^. Siamo usciti dal museo alle 13 e siamo andati nella vicina Hofburg per vedere la Prunksaal della Biblioteca (davvero molto bella) e fare un po' di foto.
E lì, seduti sui gradini della Neue Burg, è accaduto il fattaccio! Ale, che era tutto concentrato a fare foto fighe con la Nikon, sente di colpo un fruscio nel borsellino... gli stavano ciulando il portafogli!!! Si è girato di scatto e ha beccato il tipo con ancora il portafogli in mano. Io non capivo che cavolo stava succedendo, però non mi sembrava nulla di buono! E anche il tipo deve aver avuto la stessa impressione, perchè fatto sta che, forse perchè era alle prime armi, forse perchè era stato beccato o forse perchè Ale aveva lo sguardo veramente da killer, ha sorriso, gli ha dato una pacca sulla spalla e gli ha restituito il portafogli!!!! Da non credere!!!
Dopo i 5 minuti da Rambo, a Ale sono tremate giustamente le gambe per dieci minuti (e a me di riflesso!).
Dopo questo spiacevole diversivo, ci voleva proprio una fetta di sacher da Demel... anche questa sopravvalutata, secondo me!
Ultimo giro in Stephansplatz e via al Prater, a fare un giretto e a provare un paio di giostre.
Alle 16 siamo saliti in macchina pronti per salutare Vienna, ma, prima di inboccare l'autostrada, siamo riusciti anche a trovare e a fotografare sia la Kunsthauswien che la Hundertwasserhaus, le due case coloratissime e un po' pazzoidi progettate dall'architetto hippy Hundertwasser (quello che amava fare discorsi e proclami in pubblico tutto ignudo!!!).

Insomma, weekend davvero bello ma troppo, troppo breve...

à la prochaine!





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diari di viaggio
Ci voleva l'influenza...
12 giugno 2007
... per farmi scrivere di nuovo sul blogghino?
Avevo promesso di raccontarvi la seconda parte del delirante weekend gardesano, ma la scorsa settimana sono restata in ufficio ogni giorno fino ad ore impossibili (giovedì addirittura fino all'una e mezza!) e la voglia di produrre qualcosa di certo non era moltissima...

Ora però sono a casa da due giorni con l'influenza intestinale (sì, come no, bieca scusa per riposarmi!), e così non ho davvero più scuse per non scrivere.

Quindi, dove eravamo rimasti?
Domenica ci svegliamo nella carinissima camera del carinissimo albergo di Affi, e andiamo a fare colazione: ci alziamo solo dopo un'ora abbondante, non prima di aver testato scrupolosamente tutti i succhi, tutte le torte e tutti i biscottini disponibili.

Raccattiamo le valige, saldiamo il conto e ce ne partiamo alla volta di Malcesine, ridente cittadina sulla sponda veronese del lago di Garda che, tra le altre cose, è stata testimone del primo weekend fuori porta di me e del mio amour (nel lontano 1999... ah, quanto eravamo fanciulli!!!!). A quel punto decidiamo, prima di visitare il ridente borgo, di salire in funivia al Monte Baldo: in una decina di minuti si passa da 100 m s.l.m. a 1760 m circa, in un paesaggio praticamente incontaminato, con un panorama del lago spettacolare!!!
Tutto bellissimo, se non fosse che io ho una paura folle di funivie-seggiovie-aerei e roba simile sospesa per aria, e perciò, per tutta la durata della salita, praticamente non ho respirato. Peccato, perchè, nel secondo tratto, la funivia addirittura gira su se stessa per far vedere a tutti il meraviglioso panorama.
Arrivati in cima, ci passiamo un'oretta sgambettando allegramente sui prati come Heidi e Peter, facciamo una follia di foto e ci prepariamo alla discesa, che, se possibile, è ancora più terribile dell'andata, visto che il "funivaio" decide di partire a manetta generando un vuoto d'aria ogni volta che passavamo su un giunto!!!! Help!!!!

Una volta arrivati nuovamente a Malcesine (ho evitato di baciare per terra solo perchè c'era troppa gente attorno...), facciamo un breve giro nel paese, mangiamo un buonissimo gelato e poi ce ne ripartiamo alla volta di Sirmione.

La stanchezza si fa sentire, e nel tragitto c'è un momento in cui dormiamo tutti e 4: io e Laura beatamente stravaccate sul sedile posteriore, Edy con la bocca aperta sul sedile passeggero, e Ale sul volante, in una pausa-semaforo-rosso più lunga del previsto :-)))) La  stanchezza dei giorni precedenti si fa sentire!!!

Arrivati a Sirmione, facciamo un altro breve giro per il borgo, e alle sette e mezza torniamo davanti Movieland dove abbiamo appuntamento con
Enrico per abbuffarci come maiali all'all-you-can-eat del Rock Star Café... e in effetti non ci tiriamo indietro, con tutto ciò che ne consegue in termini di abbiocco post-digestivo una volta risaliti in macchina per affrontare la via del ritorno.

Le pause caffè in autogrill per questo motivo si sprecano, ed è proprio in una di queste soste che Edy trova, in un'aiuola, una MACCHINA FOTOGRAFICA DIGITALE SONY DA 5.0 MEGAPIXEL! Con tanto di custodia, scheda da un giga, e una serie di foto all'interno... ma nessun nome per rintracciare i proprietari, che, dalle foto, dovevano essere un gruppo di giovani tedeschi con tenda e sacco a pelo in Italia per il weekend. Ci è dispiaciuto molto, ma d'altronde non avevamo nessuna possibilità di sapere di dove fossero, e se anche l'avessimo consegnata all'autogrill, di sicuro se la sarebbero tenuta loro. Voi cosa avreste fatto???

Insomma, siamo arrivati a Trieste all'una di notte, distrutti ma felici per il weekend di puro divertimento.

Qualche altro aggiornamento degli ultimi giorni? Niente meeting estivo ad Europa Park, ma in compenso sono riuscita a convincere il mio amour a fare un'altra capatina a Paris in settembre! Dovevamo andarci in agosto, ma niente Smart Price di Trenitalia e dunque weekend romantico nella Ville Lumière rimandato a settembre :-)

E venerdì vado a
VIENNA!!!

A la prochaine :-)

P.S.: Perchè diavolo non riesco più a dare la solita formattazione al testo????? Mannaggia alla nuova piattaforma :-(((



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diari di viaggio
Minifuga gardesana
30 maggio 2007

I più attenti di voi, miei numerosissimi (???) lettori, avranno notato, nella colonna a sinistra della home, l'elenco costantemente aggiornato dei miei viaggi e delle mie minifughe; avranno notato quindi anche che, magicamente, la voce "Movieland e Lago di Garda" si è spostata da "prossimamente" a "I miei viaggi".
Tutto sto po' po' di incipit per raccontarvi della mia due-giorni-sul-lago!

Innanzitutto la motivazione del viaggetto: meeting Parksmania Club a Movieland e consegna dei Parksmania Awards, che l'altr'anno, se vi ricordate (e se non vi ricordate cliccate qua) ci avevano portato un bel po' di rogna. Quest'anno, ve lo dico subito, è filato tutto liscio!
Partenza alle 7 da casa di Edy, che con Laura ci ha fatto compagnia in questa minifuga. Prima, doverosissima sosta all'autogrill di Gonars (UD) per fare benza e soprattutto per fare colazione: ovviamente arriviamo in perfetta sincronia con un pullman rumeno, con tutto ciò che ne consegue in termini di fila e casino al banco! Riusciamo comunque a ingurgitare cappuccio&brioche e a ripartire! Alle 10 scarse siamo davanti al nostro hotel di Affi, l'hotel Corte Impero, prenotato per disperazione dopo esserci sentiti rispondere picche da tutti i nostri hotel di fiducia sul lago, e che si è rivelato davvero una piacevole sorpresa. Le camere, però, non sono ancora pronte; la receptionist ci offre un caffè, approfittiamo del bagno (dove troviamo, al posto delle salviette di carta, decine di asciugamanini bianchi di morbida spugna da utilizzare e buttare in un cesto della biancheria! Fantastico!), molliamo le valigie e via a Movieland, dove alle 11 ci aspetta il resto dell'allegra brigata parksmaniaca (vi invito ancora una volta a scoprire il delirante mondo degli appassionati dei parchi all'indirizzo www.parksmania.it) per dare inizio alle danze.

Inizio col botto: primo tour di gruppo su Magma (percorso a bordo di camion guidati da autisti professionisti) in versione "special" per noi parksmaniaci... nella parte più bagnata dell'attrazione, cioè, l'autista ci ha fatti letteralmente sommergere da uno tsunami d'acqua. Risultato: mutande bagnate per tutto il giorno!

(meno male che c'era il sole).

La giornata prosegue chiacchierando con questo, prendendo un caffè con quello, facendo vari giri delle varie attrazioni per far conoscere il parco a Edy e Laura, che non ci sono mai stati. Una bellissima giornata, anche e soprattutto perchè mi fa davvero sempre molto piacere rivedere i miei compagni di merende parksmaniaci con cui, con la scusa della passione comune per i parchi, è nata ormai un'amicizia sincera e sempre più forte.

Alle sei, dopo aver visitato il parco in lungo e in largo (complice anche il fatto che oltre a noi parksmaniaci sembra non esserci nessun altro), cominciamo a dare segni di cedimento. Il parco è eccezionalmente aperto fino alle 21, ora di inizio della cerimonia di consegna dei Parksmania Awards, e l'idea iniziale è di cenare in un locale del parco e ciondolare in giro fino alle 9. La stanchezza, il mal di piedi, il fatto di non aver più nulla da vedere e - soprattutto - le mutande ancora bagnate, ci fanno decidere di fare una veloce puntatina in albergo, a soli 10 km dal parco, per una doccia e un minimo di relax. E meno male, perchè scopriamo che il portiere dell'albergo se ne sarebbe andato a mezzanotte, lasciandoci senza le chiavi delle camere!

Vediamo finalmente infatti anche le camere, situate entrambe a piano terra, nella deliziosa corte interna del ristorante-hotel, davanti la sala colazione. Molto ben arredate e molto pulite. Insomma, davvero un ottimo rapporto qualità/prezzo visto che abbiamo pagato 85 euro a camera (con una colazione davvero ottima!!!).

Dopo la doccia torniamo nel parco, mangiamo un panino e siamo pronti per la cerimonia, davvero molto bella.

E' tempo di salutare i compagni di merende parksmaniaci, ci si rivede al prossimo meeting, probabilmente a luglio ad Europa Park. Tra un saluto e una risata, ci sorprende il diluvio, che ci obbliga a salutarci in fretta e a correre alla macchina.

Insomma, davvero un sabato bellissimo. Per il resoconto della domenica (con la delirante salita in funivia al Monte Baldo e l'inenarrabile culo di Edy) appuntamento alla prossima puntata ;-)

à la prochaine :-)




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A volte ritornano... molto più rilassati :-)
4 maggio 2006
Sono tornata! Ci ho messo qualche giorno a riprendermi dalla meravigliosa vacanzina in Toscana... un posto davvero da sogno... per questo non posso far altro che raccontarvi tutto per filo e per segno attraverso il mio diario di viaggio :-)
Sarà una lettura abbastanza lunga, quindi siete liberissimi di saltare pezzi interi!

à la prochaine :-)

Venerdì 21 aprile

Altra vacanzina, altra meta (finalmente si cambia dopo la Francia!): dopo i terribili 2 mesi di superlavoro in ufficio, abbiamo scelto la vacanza più bella che potessimo scegliere: cinque giorni in agriturismo in Chianti! Altro viaggio in quattro (dopo il tour “Toccata e fuga tra parchi, Strasburgo e Parigi” dell’estate scorsa, con Raffa e Daniel), ma stavolta a farci compagnia sono Enrico e Serena e la vacanzina promette davvero bene!

Partiamo alle 7: viaggio tranquillo, poco traffico e tempo CALDISSIMO per essere aprile. Usciamo dall’autostrada a Firenze Certosa verso mezzogiorno, imbocchiamo la superstrada Firenze-Siena e usciamo a San Donato. Le indicazioni per l’agriturismo “Le Filigare”, scelto su internet, sulla base di poche notizie ma di foto impareggiabili (e che poi si sono rivelate veritiere!!!), sono molto chiare; lasciata la statale, ci inerpichiamo sulle colline fino all’agriturismo… 4 km di strada bianca, in mezzo agli ulivi… in una sola parola: UN SOGNO!

L’agriturismo, immerso in una proprietà di 60 ettari, è composto da due complessi, distanti 400 metri circa l’uno dall’altro: da una parte il borgo principale, con la casa dei proprietari, la cantina in cui si produce il pregiato Chianti e alcuni appartamenti; sulla collinetta di fronte, altri tre edifici, tutti di appartamenti, tra cui il nostro, che si chiama “Margherite”. Due piani in stile rustico, con ampia zona giorno dotata di tv (al contrario di quanto c’è scritto su internet, probabilmente l’hanno aggiunta da poco), frigorifero, lavastoviglie, forno e persino un cesto di libri in inglese per gli ospiti del “Chantishire”. Al piano di sopra, due camere matrimoniali (una con letto a baldacchino) e due bagni (uno con vasca idromassaggio). I mobili sono antichi e tarlati e profumano di legno tutta la stanza...

Di fronte all’edificio, le colline del Chianti, con i loro filari di cipressi, viti e ulivi fanno davvero sognare.

La prima giornata toscana, cominciata con uno splendido sole, continua con violenti acquazzoni che ci complicano un po’ le cose.

Dopo aver lasciato le valige nello splendido appartamento, andiamo a pranzare alla “Toppa”, nel centro di San Donato in Poggio (paesino BELLISSIMO). Ce lo consiglia il proprietario dell’agriturismo, e devo dire che merita: beviamo vino (olè! Ce lo hanno offerto anche all’arrivo in agriturismo), mangiamo crostini, bruschette, antipasti vari e un ottimo tris di paste (e un fenomenale tiramisù!). A me e Serena piace soprattutto una specie di patè di fegato di pollo che si spalma sui crostini di pane “sciocco” (senza sale).

Appena usciti dal locale comincia il diluvio universale! Cerchiamo (invano) di fare un mini giro nel paese, ma non avendo l’ombrello l’impresa si rivela impossibile, e così corriamo verso la macchina.

Su consiglio del ristoratore (qua tutti danno consigli! E’ bellissimo!) ci dirigiamo a San Gimignano: davvero stupenda e molto particolare! Posteggiamo nel parcheggio principale davanti Porta San Giovanni (2 euro all’ora) e cominciamo ad addentrarci tra le case lungo Via San Giovanni, la via dei negozietti e dei turisti. Il cielo è sempre più grigio; arrivati in Piazza del Duomo, cominciamo a scattare qualche foto ma poi… plaf! Altro diluvio universale. Decidiamo perciò di visitare la Collegiata (non si chiama Duomo perché San Gimignano non ha più un vescovo). Si entra dal lato sinistro, non dal portale principale, ed è possibile acquistare un biglietto cumulativo Collegiata + Museo d’Arte Sacra; noi scegliamo di visitare solo la Collegiata al prezzo di 3,50 euro, e devo dire che ci piace molto. L’interno è dominato dagli affreschi che ricoprono ogni spazio disponibile; tra i più rilevanti, “Il martirio di San Sebastiano” di Benozzo Gozzoli, sulla parte interna della facciata, e l’impressionante “Giudizio Universale” di Taddeo di Bartolo.

Usciti dalla Collegiata, incoraggiati da una breve pausa della pioggia, imbocchiamo via San Matteo e ci infiliamo in un negozio che vende pelletteria a prezzi davvero competitivi… io e Serena ne usciamo con borsetta e portafoglio nuovi! La pioggia però riprende insistente, così, a malincuore, decidiamo di completare la visita di San Gimignano un altro giorno e di tornare indietro, visto che dobbiamo ancora fare la spesa. Ci fermiamo in un supermercato lungo la strada e compriamo di tutto e di più prima di tornare in appartamento, dove ci mangiamo un’insalatona godendoci il silenzio. I ragazzi vanno a dormire presto, Ale guarda un film, io mi faccio una doccia e tutto attorno in SILENZIO e il NULLA… a parte il cane dei vicini che cerca di bloccare sul nascere la nostra passeggiata attorno al casolare!

 

22 aprile

Dormire nel silenzio assoluto, per me ragazza di città, è stato un po’ problematico! Il panorama incredibile che mi si para davanti stamattina, però, fa passare tutto… svegliarsi con gli uccellini, in mezzo a vigneti immersi in una bassa nebbia sotto il sole già caldo, non ha paragoni… Ti rigenera in un attimo. Sembra di stare in un film di Bertolucci.

Facciamo colazione con calma, godendoci il relax, e poi via a Siena attraverso le strade del Chianti.

Siena è BELLISSIMA, anche se stracolma di turisti. C’è un sole da maglietta a maniche corte che ci mette tutti di buonumore. Posteggiato allo stadio, ci incamminiamo verso la mitica Piazza del Campo, davvero bellissima e particolare. Lungo la via Banchi di Sopra, tra un negozio e l’altro, incontriamo il bellissimo palazzo del Monte dei Paschi di Siena, che purtroppo, al contrario di quanto scritto nelle guide, non è visitabile. Arrivati in Piazza del Campo, che ti si para davanti in tutta la sua bellezza, scattiamo decine di foto, ci sediamo un po’ al sole e poi VIA sulla Torre del Mangia (400 e passa gradini ma panorama impagabile!). Anche qui è possibile acquistare un biglietto cumulativo Torre + Museo Civico al costo di 10 euro a testa. L’attesa per salire alla Torre è piuttosto lunga, poiché l’accesso è regolamentato a gruppi di 25 persone per volta per un massimo (in teoria) di 15 minuti, ma una volta in alto nessuno fa rispettare i tempi (come accade invece nella Galleria delle Chimere di Notre Dame, a Parigi) ed è inevitabile restare per più tempo a fare fotografie alla città dall’alto.

Una volta scesi, visitiamo il Museo Civico, il cui clou è rappresentato dal famosissimo “Ritratto equestre” nella Sala del Mappamondo finora attribuito a Simone Martini ma oggetto di durissimi scontri tra storici dell’arte statunitensi e italiani riguardo la sua realizzazione. Notevole, nella stessa sala, anche la “Maestà”, sempre del Martini.

Usciti dal Museo, mangiamo una pizza veloce da Spizzico e poi ci dirigiamo in zona Duomo. Altro biglietto cumulativo piuttosto conveniente, che al prezzo di 10 euro a testa permette di visitare il Duomo, la cripta, il Battistero, il Museo dell’Opera del Duomo e anche l’Oratorio di San Bernardino (che si trova però dall’altra parte della città e per questo non riusciamo a visitare). Nel Duomo, notevole la Cappella Chigi o Cappella del Voto, progettata da Bernini e ricca di ex-voto dei fantini del Palio, che in segno di riconoscenza per la grazia ricevuta hanno qui deposto caschi, divise e bandiere della propria Contrada. Molto bello anche il pavimento, che si può ammirare nella sua interezza solo dal 7 al 22 agosto (nel resto dell’anno alcune parti vengono coperte).

Il Battistero presenta una vera esplosione di affreschi; quelli in alto si possono ammirare a fondo senza rischiare il torcicollo grazie agli specchi messi a disposizione dei visitatori.

Il Museo dell’Opera del Duomo contiene numerosi capolavori, tra cui spicca la famosissima “Maestà” di Duccio di Buoninsegna, uno dei massimi capolavori dell’arte senese. E’ possibile anche salire al “Panorama”, in cima a quella che doveva essere la nuova navata del Duomo e che lo avrebbe reso la chiesa più grande d’Italia (Roma esclusa) ma che non venne mai realizzata. Il panorama è davvero bello soprattutto perché comprende un’insolita vista su Piazza del Campo e la Torre del Mangia.

La cripta, infine, è in realtà una chiesa scoperta sotto il Duomo durante alcuni lavori dopo esser rimasta sepolta tra i detriti (sui quali lo stesso Duomo è stato costruito) per secoli: questo l’ha protetta dagli agenti atmosferici e dalla luce e l’ha conservata perfettamente. E’ veramente impressionante ammirare gli affreschi sapendo che i colori sono gli stessi usati e voluti dagli artisti che l’hanno realizzata secoli fa. Tutta la storia della cripta è spiegata minuziosamente dall’audioguida che viene messa a disposizione compresa nel costo del biglietto.

Tra una visita e l’altra sono le 19, così torniamo alla macchina passando per le contrade della Selva e dell’Oca e respirando un po’ d’aria di Palio. Ci imbattiamo addirittura in un ragazzo che si esercita, solo in mezzo ad un piazzale, col tamburo e che aggiunge davvero un tocco di fascino medievale al tutto.

Per cena, dopo un tentativo a vuoto alla “Fattoria” di Tavarnelle Val di Pesa (consigliataci dall’agriturismo ma inaccessibile senza prenotazione) ripieghiamo sul “Macereto” a San Donato in Poggio. Anche qui antipasti a volontà (particolarissima la salvia fritta!) e una fiorentina da un chilo e mezzo! Scopriamo anche l’usanza di “sciacquare la bocca” tra primi e secondi con un sorbetto al limone e salvia, che a qualcuno piace ma che ha me, personalmente, sa di dentifricio :-)

Il buon cibo e l’atmosfera da vacanza porta un’ilarità di gruppo che si protrae anche una volta tornati a casa. Tant’è che ci mettiamo a giocare col Didò (a cui io e Serena non siamo riuscite a resistere prese da un attacco infantile al supermercato) mentre Ale fa conoscenza con i vicini di casa padroni del cane Filippo: due fiorentini che sono venuti qui per due settimane in agosto e non se ne sono più andati!

 

23 aprile

Stamattina (dopo una notte di sono profondissimo) ci alziamo, facciamo colazione e cominciamo il nostro tour del Chianti da Radda in Chianti, paesino molto piccolo ma carino dove, tra un sacchetto di erbe e un vasetto di miele comprati in uno dei negozi tipici, ci sediamo su un tavolino al sole cocente a bere un aperitivo. Poi ci dirigiamo, lungo la mitica Chiantigiana, a Greve in Chianti, capoluogo della zona, ma non ci fermiamo neanche visto che non ci sembra niente di tale.

Ci dirigiamo perciò verso Castellina in Chianti, dove troviamo un prato sopra una curiosa tomba etrusca (!) dove mangiare i tramezzini, prendere il sole e pisolare un po’. Vicino a noi qualche turista inglese e un ciclista di passaggio.

Dopo via a Monteriggioni, paesino molto carino da fuori, sovraffollatissimo ma a mio parere sopravvalutato. Ne avevo sentito parlare benissimo e probabilmente mi aspettavo di più; anche i panorami spettacolari dalle mura promessi dalla guida sono simili ad ogni altro punto del Chianti e decisamente inferiori a quelli che si godono dall’altura dell’agriturismo. Forse il mio giudizio è influenzato dalla folla che troviamo nel paese, complice anche una specie di rievocazione storica. Saliamo anche sulle mura (3,00 a persona), cosa che sconsiglio a chiunque soffra di vertigini visto che si cammina su delle grate che oscillano continuamente, a una ventina di metri d’altezza! 

Dopo Monteriggioni, tentativo fallito di andare di nuovo a San Gimignano (troppa fila!) e di comprare pane e latte (tutto chiuso). Torniamo perciò a casa, facciamo una passeggiata fotografica al tramonto fino al casolare principale, ceniamo e via a nanne :-)

 

24 aprile

La meravigliosa minifuga in Toscana volge al termine. Oggi finiamo col botto, nel senso che prima visitiamo la cantina dell’agriturismo (troppo simpatico il proprietario Alessandro), e poi (dopo file infinite) andiamo a Pisa. Posteggiato gratis vicinissimo al Campo dei Miracoli (incredibile!) seguiamo la fiumana di gente e arriviamo al cospetto della mitica Torre Pendente (molto più piccola di come si potrebbe pensare, e messa quasi in ombra dal bellissimo Duomo e dal Battistero). Sconvolgente il numero di bancarelle e di oggettistica lungo la strada, davvero kitsch.

Ormai è ora di pranzo, così non ci lasciamo sfuggire l’occasione di campeggiare davanti un panorama del genere. E’ possibile infatti sedersi sull’erba di fronte al Battistero e sul retro della Torre, ma non davanti al Duomo (un solerte vigile urbano bacchetta chiunque provi a trasgredire alle regole). In un bar vicino prendiamo 4 tramezzini, due panini, bibite e acqua e ci sediamo sull’erba, pronti a goderci il panorama e a scottarci al sole (cosa che si verifica puntualmente!).

Rigenerati, acquistiamo l’immancabile biglietto cumulativo (varie opzioni, per un massimo di 10 euro). La Torre è ovviamente esclusa da questi forfait: il prezzo della visita guidata è di 15 euro e le file sono infinite. Non ci sembra che valga la pena, così, per 8 euro a testa, scegliamo di visitare solo Cattedrale, Battistero e Camposanto.

Il Battistero è molto bello e particolare, e il suo interno, così ampio e solenne, ricorda quasi il Pantheon di Roma; dalla galleria superiore si gode un panorama particolare sui prati sottostanti e sulla Torre.

Il Camposanto è davvero un luogo particolare, e non a caso viene definito “il più bel cimitero del mondo”. La struttura è quella di un chiostro, con portici laterali e un prato verde al centro. Fino al 1944 le pareti erano completamente coperte di bellissimi affreschi, ma una bomba li ha distrutti quasi del tutto.  

La cattedrale, infine, è davvero molto bella e risplende di una luce particolare.

Lasciata Pisa, decidiamo di tornare nuovamente a San Gimignano, finalmente col sole e senza file. Ci sediamo ad un tavolino in Piazza Cisterna e mangiamo un enorme e squisito gelato a prezzi irrisori rispetto a quelli a cui siamo abituati qui a Trieste…

Per cena, complice una provvidenziale prenotazione telefonica fatta nel pomeriggio, riusciamo finalmente ad andare alla “Fattoria”. Dopo tanto penare, l’ambiente ci delude un po’, soprattutto per il comportamento di una cameriera cafonissima. Mangiamo i soliti buonissimi antipasti, una pasta super e una fiorentina mega (avevamo ordinato maialino al forno ma dopo più di mezz’ora d’attesa la cameriera è venuta a dirci che l’avevano finito…).

 

25 aprile

Adesso la vacanza è veramente finita. Ci alziamo un po’ tristi alla prospettiva di lasciare questo paradiso, laviamo i piatti, puliamo l’appartamento (non è obbligatorio ma ci sembra doveroso) e salutiamo questo posto meraviglioso… passiamo al casolare principale per ritirare la caparra (100 euro), consegnare le chiavi e soprattutto comprare del buon vino e olio fatto nella tenuta (che ci sono costati molto di più dell’appartamento!)… salutati Alessandro, Deborah e i loro bambini che sembrano appena usciti da un film di Benigni, lasciamo questo paradiso, convinti che si tratta dell’inizio di un lungo e proficuo rapporto!

Imbocchiamo la Chiantigiana in direzione di Panzano in Chianti, dove ci aspetta la mitica Macelleria Cecchini (il proprietario si vede spesso a “Gusto”, rubrica del TG5, ed è famoso per il suo “viva la ciccia!” e per la tomba della fiorentina che ha fatto mettere nel 2001 fuori dal suo negozio quando la celebre bistecca è stata ritirata dal mercato causa mucca pazza). Non possiamo comprare niente per le lunghe ore di viaggio che ci aspettano e che distruggerebbero anche la più genuina delle bistecche, ma assaggiamo i crostini con i salumi che vengono messi a disposizione degli avventori.

In paese è giorno di festa (la “festa della stagion bona”), perciò scegliamo di mangiare qualcosa in uno dei chioschetti di ristoro. Assaggiamo la pappa al pomodoro, i panini con la finocchiona e una serie di torte buonissime. Risaliti in macchina, ci prepariamo psicologicamente alla fila che ci attende sulla A1 e salutiamo queste colline meravigliose…

E’ stata davvero una vacanza davvero disintossicante; ci ha rigenerato e rilassato come nessun altro posto avrebbe potuto, ci siamo goduti i bei paesaggi, la buona cucina e l’ottima compagnia e adesso stiamo già pensando a quando tornare!

 

 

INDIRIZZI

*Agriturismo LE FILIGARE, loc. Sicelle, San Donato in Poggio (FI). www.lefiligare.it
Appartamento per 4 persone, con tutti i comfort, due bagni, giardino attrezzato, piscina, tennis: 4 notti 460 euro in totale (circa 28 euro a testa a notte).

 

* Ristorante LA TOPPA, via del Giglio 43, San Donato in Poggio (FI), tel. 055 8072900. Abbiamo mangiato antipasti misti per 4 persone (bruschette al pomodoro, crostini con patè vari, salumi, salsiccette di cinghiale…), tris di pasta per 4 (tagliatelle ai funghi, pappardelle all’anatra e ravioli fatti in casa con ricotta e spinaci) e tiramisù; una bottiglia di Chianti e una d’acqua. Prezzo: 20 euro a persona, qualità molto buona e ristoratore molto disponibile e simpatico (ci ha dato una cartina dettagliata del Chianti e preziosi consigli).

 

* Ristorante AL MACERETO, Strada Canaglia 10, San Donato in Poggio (FI), tel. 055 8071111. Abbiamo mangiato antipasti misti per 4 persone (salvia fritta, crostini, salsiccette di cinghiale, tortino di ricotta e tartufo…) e fiorentina con patate al forno (1,5 kg), un dolce, una grappa, una bottiglia di Chianti. Prezzo: 35 euro a testa, qualità buona ma servizio un po’ indisponente (fiorentina: 38 euro al kg).

 

* Ristorante LA FATTORIA, via del Cerro 11 – Tavarnelle Val di Pesa (FI), tel. 055 8070000. Antipasti per 3 persone (crostini, melanzane, tante salsiccette di cinghiale, salvia fritta…), due pappardelle al cinghiale, un piatto di ravioloni al tartufo (di-vi-ni), strigoli spinaci e gorgonzola (buonissimi), una fiorentina da 1 kg, una bottiglia di vino e due d’acqua, 30 euro a persona (fiorentina 35 euro al kg). Posto rustico, servizio che lascia un po’ a desiderare (ma forse abbiamo beccato la cameriera sbagliata) ma qualità molto buona.



permalink | inviato da il 4/5/2006 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
E ora... pubblicità!!!
15 aprile 2006
Un attimo di attenzione, please! Non so se l'ho mai fatto, ma oggi voglio pubblicizzare il mio blog sui viaggi che forse non conoscete ancora ("e non ce ne frega niente", starete dicendo!). E' un blog che aggiorno con i miei diari di viaggio e le numerosissssssssime foto che faccio ogni volta... visto che l'ho appena aggiornato con le foto fatte a Lubiana e Venezia in occasione di alcune gite fuori porta degli ultimi mesi, se vi va dateci un'occhiata!!! Per scorrere i diversi album fotografici dovete andare nella sezione "Foto" e poi cliccare sulla freccettina a destra dell'ultimo album (in questo caso Lubiana) e vi si aprirà l'elenco...

Il link (che trovate in ogni caso qui a fianco nella sezione link, appunto) è
Giadaland.

... à la prochaine...



permalink | inviato da il 15/4/2006 alle 13:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
23 marzo 2006
Hola a todos los amigos de ParisMonAmour! Dopo una forzata assenza da questi schermi, dovuta - provate un po' ad indovinare? - allo sklero pre-elettorale che avvolge ormai l'edificio in cui mi rinchiudo parecchie ore al giorno, riesco finalmente (complice anche una mattinata di ferie che ho costretto il mio datore di lavoro/moroso a darmi) a produrre nuovamente qualcosina per il blog. Lo faccio soprattutto per chi mi dava per dispersa - la mitica Kiki in primis!
Innanzitutto so che state ancora attendendo con ansia il resoconto della due giorni meneghina!!! Vi posso dire che mi sono davvero rilassata, anche se i cellulari hanno suonato ININTERROTTAMENTE e spesso in contemporanea.
Martedì mattina, causa improrogabili impegni di lavoro - e te pareva! - la partenza è stata posticipata alle ore 11:00, il che ci ha obbligato a mangiare in autogrill (per amor di precisione, al Burger King di Limenella Sud - Padova) e ad arrivare, dopo numerosi giri a vuoto per i sensi unici attorno a Corso Sempione, all'hotel Poliziano Fiera alle 16:00 circa. Anche stavolta - sta storia comincia a puzzarmi di bruciato! - la receptionist ha cercato di rifilarci una doppia normale mentre noi avevamo prenotato una deluxe, ma visto che a me non mi frega nessuno (scelgo un hotel confrontando tutte le foto e lo opinioni che trovo in rete, quindi so già benissimo cosa aspettarmi), le abbiamo fatto notare il disguido e ci siamo ritrovati all'ottavo piano nella nostra bella deluxe con idromassaggio.
Il tempo era bellissimo: caldo e soleggiato. Peccato che la mattina, quando siamo partiti da Trieste, NEVICAVA, così ho pensato che l'abbigliamento giusto avrebbe senz'altro compreso due o tre strati più piumottone con il pelo... A Milano ho fatto la sauna, però devo dire che il sole ha giovato molto al mio umore.
Lasciate le valigie, abbiamo deciso di buttarci verso il centro a piedi, seguendo Corso Sempione, attraversando il parco omonimo e il Castello Sforzesco e arrivando a piedi fino al Duomo. Con calma, godendoci la quiete del parco Sempione, abbiamo passeggiato per circa tre quarti d'ora, e - cellulari permettendo - è stato parecchio rilassante.
Giunti al Duomo abbiamo gironzolato come al solito per le vie e i negozi circostanti - Rinascente inclusa, of course - finchè abbiamo deciso, sempre a piedi, di andare in via Turati a vedere gli studi della nostra radio del cuore - 105 forever!. I deejayssss trasmettono da uno studio con le vetrate che danno sulla strada, in onda c'era City Lights con la Faggella e il mio amoooouuuuuuur Alessandro Cattelan, che emosssione!!!!!
A quel punto i piedi cominciavano a far male e la stanchezza cominciava a farsi sentire, così abbiamo preso un taxi - sul quale ho perso tre anni della mia vita: ma come guidano, a Milano???? - e siamo tornati in zona hotel per andare a mangiare da qualche parte. Abbiamo cominciato a girovagare per le vie limitrofe alla ricerca di un posto carino, ma abbiamo trovato solo:
a) tre o quattro locali che ci ispiravano parecchio ma, ovviamente, erano chiusi;
b) un ristorante cinese microscopico e desolatamente vuoto
c) un ristorante di pesce, e, capirete, io triestina doc il pesce non me lo vado a mangiare a Milano!!!
...così alla fine abbiamo mangiato in un piccolo bar-ristorante-pizzeria proprio a fianco dell'hotel, in maniera decente - spaghettino con pomodoro per me e pasta zucchine, gamberetti e zafferano per Ale. E poi via su in camera, dove io ero attesa dall'idromassaggio e Ale era atteso dal confronto Prodi-Berlusconi (su cui sorvolerò, tanto si sa già come la penso :-))
La mattina dopo ci siamo svegliati, abbiamo fatto colazione con briochine con la Nutella e via in fiera!!!! Per sfortuna (o per fortuna?) la fiera in questione - Promotion Expo -  era piccolissima e nemmeno troppo interessante, certamente sopravvalutata dalla pubblicità fatta sulle riviste di settore; abbiamo preso qualche catalogo, qualche decina di oggetti promozionali inutili e dopo un'ora eravamo liberi!!!! Con tre quarti di giornata a nostra disposizione! Abbiamo recuperato la macchina nel posteggio dell'hotel, ci siamo buttati in autostrada e ci siamo fermati all'Oriocenter di Orio al Serio (BG), dove abbiamo mangiato e ci siamo pure comprati una bellissima lampada di ferro battuto per il salotto di Ale e quattro tovagliette di bambu :-)
Infine, ultima tappa - la più importante di tutte: Sirmione sul lago di Garda! Un posto che da anni, per me, è sinonimo di vacanza e relax! Ce lo siamo girati tutto in lungo e in largo, in completo relax. Il silenzio, rotto solo dal verso dei gabbiani e dei passerottini, e il sole che scaldava un po', ci hanno veramente rigenerati. Siamo tornati a Trieste più ottimisti e "pronti" per tornare al lavoro...

... e ora sono in piena raccolta di informazioni per il ponte del 25 aprile: ce ne andiamo quattro giorni in agriturismo in Toscana!!! Non vedo l'ora...

... à la prochaine...



permalink | inviato da il 23/3/2006 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Breve pausa (forse) nel delirio
13 marzo 2006

La questione che stasera mi tormenta (giusto perchè non ho abbastanza motivi seri per tormentarmi!) è la seguente: può una due-giorni-striminziti in quel di Milano, causa fiera di settore, essere considerata una minivacanzina di stacco dal delirio lavorativo delle ultime settimane?
Ai posteri l'ardua sentenza; io provo ad elencare pro e contro, dal punto di vista delle possibilità di rilassamento, della suddetta due giorni (si parte demain matin):

PRO:
* l'hotel è un quattro stelle in cui siamo già stati e che è dotato di vasca idromassaggio
* la colazione a buffet prevede la Nutella vera, non quella finta
* domani si parte con calma, senza levatacce
* il pomeriggio di domani è interamente dedicato al cazzeggio nelle strade dello shopping e dello struscio milanese
* la fiera che andiamo a vedere mercoledì mattina ci impegnerà probabilmente solo mezza giornata
* dopo la fiera possiamo abbandonare Milàn e buttarci un'oretta sul lago di Garda, prima di rientrare nella città più a Est d'Italia.

CONTRO:
* Milano non è l'isola d'Elba.
* Gli spunti culturali che questa città sembra offrire non sono moltissimi (ma se qualche milanese vuole smentirmi, ben venga)
* Il viaggio in macchina prevede almeno quattro ore andata e quattro ritorno
* L'hotel con idromassaggio ci costa, IN PROMOZIONE, 135 euri a camera
* Se anche mi faccio lo struscio nelle vie della moda non ho un euro da spendere in roba inutile, il che mi fa perdere in partenza metà del divertimento
* Siamo talmente stanchi che non ci godremo neanche un minuto della vacanzina

Quindi, miei proti (sono nuovamente posseduta da Attila-Abatantuono): può questa due giorni essere considerata, anche se un po' forzatamente, UNA PAUSA RILASSANTE???

... à la prochaine...




permalink | inviato da il 13/3/2006 alle 20:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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